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Jan Gołota

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Jan Gołota nacque il 17 marzo 1913 a Bewinghausen, un villaggio della Posnania, regione facente parte della Wilkopolska (Grande Polonia), appartenente allora all’Impero Tedesco, abitata quasi esclusivamente da polacchi per la maggior parte contadini. L’anno successivo alla nascita di Jan, scoppia il primo conflitto mondiale al termine del quale la Polonia riacquisterà la sua indipendenza, perduta più di un secolo prima a causa dell’occupazione e spartizione operate dagli imperi russo, austriaco e dal regno prussiano nel 1772, nel 1793 e nel 1795.

Quando, nel settembre del 1939, le truppe tedesche da ovest e quelle russe da est occuparono la Polonia. Le truppe tedesche e sovietiche concentrarono i loro sforzi per tagliare ai polacchi la ritirata verso la Romania e l’Ungheria, e quando, il 20 settembre, si congiunsero sulle rive del corso superiore del Dnestr, solo le truppe polacche che già si trovavano sulla testa di ponte romena o vi erano molto prossime riuscirono ad attraversare il confine. In tutto 30.000 soldati ed aviatori polacchi raggiunsero la Romania mentre 60.000 riuscirono a rifugiarsi in Ungheria. Il giovane Jan,  come diverse altre migliaia di soldati e civili polacchi riuscì a raggiungere l’Ungheria, da cui fortunosamente raggiunge la Francia.

Qui, nella scuola militare di Coëtquidan, vengono costituite due divisioni di fanteria polacche che saranno impiegate in Siria e a Narvik in Norvegia. Jan è fra i soldati che raggiungeranno la Siria dove venne costituita la Brigata indipendente “Fucilieri dei Carpazi”. Dopo la caduta della Francia (maggio 1940), l’intera brigata sarà spostata in Palestina allora Protettorato Britannico, e dopo diversi mesi di addestramento sarà impiegata a Tobruk  insieme con le truppe australiane. Saranno assedianti e assediati nell’evolversi delle battaglie combattute tra le truppe britanniche e quelle italo-tedesche nel corso della guerra combattuta in Nord Africa. I soldati polacchi si distinsero soprattutto a Ain el Gazala, località rimasta famosa per la battaglia che vi si combatté dal 26 maggio al 15 giugno 1942. Per il coraggio, la tenacia e l’abnegazione dimostrate nella difesa della città assediata di Tobruk e di el Gazala, sono passati alla storia come i “Topi di Tobruk”.

Nel dicembre del 1943, dopo quattro lunghi anni di guerra, Jan insieme al neocostituito II Corpo Polacco sarà mandato in Italia e duramente impiegato nella sanguinosa risalita della penisola italiana nel frattempo occupata dalle truppe tedesche. Il II Corpo Polacco comandato dal Generale Anders sosterrà valorosamente diverse battaglie, la più famosa fu quella di Montecassino dove il nostro eroe fu decorato.

Il 20 giugno 1944 alle 17,30 il caporale Jan Gołota insieme ad alcuni commilitoni polacchi e a due formazioni della “Brigata Majella”  guidate dal capitano Mario Tagliani, libererà la cittadina di Corridonia. Mai avrebbe immaginato che quella piccola cittadina marchigiana sarebbe diventata la sua nuova Patria, mentre non rivedrà mai più la sua amata Polonia.

Sul percorso effettuato dal nostro Jan riuscito a oltrepassare il confino romeno, così come altre diverse migliaia di soldati e civili polacchi, rimangono parecchi dubbi. Alcune foto in possesso del figlio Franco, lo ritraggono in mezzo a un folto gruppo di persone,  in abiti civili o in divisa come lui, davanti un edificio pubblico; probabilmente si tratta di un’ambasciata polacca, forse a Budapest in Ungheria, forse a Bucarest o a Belgrado.

 

 Budapest Novembre 1939. Gołota accovacciato in prima fila, insieme ad altri connazionali, alcuni già in divisa come il nostro Jan sono in partenza per la Francia dove si è insediato il nuovo governo polacco in esilio presieduto da Sikorski.

 

 1940. Jan Gołota a Betlemme davanti la Basilica della Natività. Da notare il militare accanto al Gołota con una croce segnata sulla testa. Gołota segnava così tutti i compagni che morirono successivamente nelle varie battaglie combattute dalla Brigata Fucilieri dei Carpazi.

 

 1941. Gołota su un mezzo militare nel deserto della cirenaica nei dintorni di Tobruk.