Timeline

Bronislaw Kuliczkowski

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Bronislaw Kuliczkowski nasce a Sadkj in Polonia il 27/03/1921. Quando l’esercito russo invade i territori orientali della Polonia in gran parte già occupata dalle truppe tedesche, Bruno, giovane diciottenne, prende una decisione tanto coraggiosa quanto dolorosa: lascia la Polonia, i genitori, le sorelle, il suo paese natale, che non ha più rivisto, e riesce a raggiungere la Romania poi con altri polacchi l’Ungheria e non senza difficoltà Beirut. Il tesserino del centro Triade Franco-Polacco riporta: Bronislaw Kuliczkowski sbarcato dal Transilvania il 17/04/1940, arruolato col numero N° 183 il 23/04/1940.

Pochi giorni dopo è in Siria dove si sta costituendo la Brigata Indipendente Fucilieri dei Carpazi (SBSK) del Gen. Kopenki, sostenuta dai francesi. A seguito della caduta della Francia la SBSK si sposta in Palestina, poi inviata a Tobruk dove prende parte a fianco degli inglesi ai numerosi combattimenti in Africa del Nord. Nel 1943 la brigata fa parte prima dell’Armata in Oriente e successivamente del II Corpo d’Armata del Gen. Anders, seguendone tutti gli spostamenti: a Kirkuk nel nord dell’Iraq per addestramento alla tecnica di guerra in montagna, poi in Palestina, in ottobre, a Quassin e infine nella regione di Alessandria e Porto Said dove Bronislaw è impegnato nelle lunghe operazioni di imbarco dei carri destinati alla campagna di guerra in Italia.

Sbarcato in Italia partecipa alle operazioni militari del II Corpo d’Armata polacco nella 3DSK del Magg. Gen. Duck. Bronislaw fa parte di una sezione di supporto del 2° Battaglione della 1° BSK, costituita da plotoni formati da 3 carri in appoggio alle unità di fanteria e compiti esploranti, per individuare postazioni e consistenza delle forze nemiche. E’ proprio durante una missione esplorante che il suo plotone si trova sotto il fuoco di armi pesanti ed il primo carro viene colpito e incendiato. Bronislaw, che era appena sceso dal carro per cercare di individuare la posizione delle postazioni da cui proveniva il fuoco nemico si salvò, ma per gli altri soldati del suo equipaggio purtroppo non ci fu scampo. Prende parte poi alla cruenta battaglia di Montecassino nel maggio 1944 e poi sul versante adriatico a quella di Ancona, del Metauro, allo sfondamento della linea gotica ed ai numerosi combattimenti dall’Appennino Tosco-Romagnolo e lungo la via Emilia fino alla conquista di Bologna il 21/04/1945. alla fine della guerra sposa Elena Crociati, da lui chiamata Elenca, la donna che aveva conosciuto a Civitella di Romagna quando il suo reparto aveva avuto come base per un certo periodo Galeata, paese vicino, vive quindi a Civitella per un certo periodo, poi a Piandispino di Forlì e infine dal 1959 a Ducenta, piccola frazione del Comune di Ravenna, con i figli Anna Teresa e Jurek, dove con la moglie gestisce una piccola attività commerciale.

Raccontava delle difficoltà dell’immediato dopoguerra, della delusione per la situazione politica della Polonia e del suo assetto territoriale, della scarse notizie che aveva della sua famiglia trasferita a Ovest poiché gran parte della Polonia Orientale dove loro abitavano era, alla fine della guerra, diventata territorio russo. Di Monte Cassino ne parlava con molta commozione quando ricordava che alla fine della battaglia, camminando, si rischiava di calpestare i corpi dei numerosi caduti e dove per la prima volta, ispezionando un bunker tedesco, aveva dovuto sparare ad un soldato guardandolo in faccia, soldato che all’intimazione di arrendersi rispondeva tentando di lanciargli una bomba a mano. Nel 1965 rivide finalmente la madre e le tre sorelle in visita a Ducenta; il padre era morto senza poterlo rivedere. Bruno deve aspettare ancora molto per ricambiare la visita e rivedere la sua amata Polonia in quanto la sua condizione di apolide non glielo permette. Non mancano però i contatti con la Polonia in quanto la sua casa era spesso luogo di ritrovo di polacchi che come lui erano rimasti in Italia e, negli anni più recenti, anche di lavoratori polacchi che in Bruno trovavano un punto di riferimento.

Nel 1979 riceve la cittadinanza italiana e finalmente dopo 40 anni può rivedere la sua patria, dove ritornerà più volt: l’ultima nel 2002 invitato a raccontare la sua storia, quella di tanti soldati polacchi, in un Liceo di Cracovia.

Il 2 giugno del 1983 gli viene conferita l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sandro Pertini.

Bruno muore il 13.03.2004. riposa nel cimitero di Massa Castello vicino a Ducenta di Ravenna accanto a Elenca, deceduta 4 anni prima.

Sabato 8 Maggio 2010 si è svolta nel parco delle Rimembranze di Massa Castello l’inaugurazione di una lapide a ricordo del Caporal Maggiore carrista Bronislaw Kuliczkowski polacco in Africa con la Brigata libera fucilieri dei Carpazi e in Italia con il II Corpo d’Armata polacco durante la 2° Guerra Mondiale (unico caso di soldato straniero in un parco di caduti italiani).

A testimoniare il suo percorso ed il suo impegno i numerosi riconoscimenti:

-          la STAR 39-45

-          l’AFRICA STAR

-          l’ITALY STAR

-          la DEFENCE MEDAL

-          la WAR MEDAL 39-45

-          la CROCE DI MONTE CASSINO

-          la CROCE ITALIANA AL VALOR MILITARE

-          ODZNAKI ZA RANY jedna gwiazdka

-          l’ONORIFICIENZA DI CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBILICA ITALIANA

-          la CROCE POLACCA POLSKKIE SILY ZBROJNE NA ZACHODZIE  39-45.

Alla cerimonia, aperta con gli inni nazionali italiano e polacco, hanno partecipato:

il Sindaco di Ravenna F. Matteucci, il Console Generale della Polonia Dott. Krzysztrof  Straztka,

il Sen. V. Mercatali, il rappresentante provinciale dell’ A.N.P.I. S. Frattini, il Presidente della Circoscrizione di S. Pietro in Vincoli D. Coralli, il Presidente onorario dei Combattenti e Reduci Prof. A. Zanchini, il Presidente dell’Associazione famiglie Combattenti Polacchi Dott. M.Nowak.

Dopo gli interventi delle autorità, la figlia Anna Teresa, molto commossa, ha ringraziato tutti e in particolare il Prof. A. Zanchini, colui che ha fortemente voluto, in un piccolo “cimitero di guerra italiano”la lapide commemorativa di un combattente polacco suo amico. Ha poi ricordato brevemente la storia di guerra del padre e quella dei tanti polacchi che hanno combattuto e si sono sacrificati per la pace e la libertà, concludendo con la frase riportata su una della bianche lapidi di Montecassino:

NOI SOLDATI POLACCHI ABBIAMO DATO LA NOSTRA ANIMA A DIO, I NOSTRI CORPI ALL’ITALIA E I NOSTRI CUORI ALLA POLONIA.