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Kurt Rosenberg

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L'Associazione Famiglie dei Combattenti Polacchi in Italia ricorda Kurt Rosenberg

Il 3 dicembre 2009 è venuto a mancare a Roma Kurt Rosenberg, ex combattente del 2° Corpo Polacco in Italia.                             Era nato a Wadowice il 31 dicembre 1919. Di religione ebraica, si trasferì a Leopoli nell'agosto del 1939, per evitare il già minaccioso terrore nazista. Nella città trascorse alcuni mesi sotto l'occupazione sovietica, assistendo all'arresto del padre Herman, capitano dell'Esercito Polacco, poi assassinato a Katyn. Nella primavera del 1940 fu lui stesso avviato, assieme alla madre ed al fratello Egon, alla deportazione in Siberia, ma fuggì dal vagone ferroviario in sosta a Leopoli. Iniziò una fuga avventurosa attraverso la Romania ed i Balcani, sopravvivendo al terremoto di Bucarest ed al bombardamento tedesco di Belgrado. Raggiunse l'Italia nel 1941 e  fu internato per cause belliche a Villa Santa Maria in Abruzzo. Dopo l'otto settembre 1943 fuggì di nuovo,  e grazie all' aiuto della popolazione, raggiunse Bari dove si arruolò nell'Ottava Armata Britannica, passando poi al 2° Corpo Polacco con il quale partecipò alla campagna militare in Italia. Fu arruolato utilizzando, con il suo consenso, il nome di Kazimierz Go'rski, per evitargli problemi nel caso di cattura da parte dei tedeschi.

Dopo la guerra scelse di restare in Italia mentre la madre ed il fratello, sopravvissuti a cinque anni in Siberia, raggiunsero l'Inghilterra. Altri suoi congiunti rimasti a Cracovia erano stati uccisi ad Auschwitz. Sposatosi e con un figlio, divenne giornalista accreditato presso la Sala Stampa del Vaticano e, durante il pontificato di Giovanni Paolo II°, già vicino di casa a Wadowice, si impegnò attivamente e con successo per migliorare i rapporti tra cattolici ed ebrei. Nel 1993 pubblicò il libro in polacco “Zyc, a nie przezyc” (Vivere, non solo sopravvivere), raccontando le sue esperienze durante la seconda guerra mondiale. Decorato con la “Polonia restituta” ha partecipato fino all'ultimo alle celebrazioni per la battaglia di Montecassino, tenendo sempre nel cuore la memoria dei suoi commilitoni che diedero la vita per la libertà della Polonia e dell'Europa.