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Le operazioni del II Corpo d’armata polacco nell’Appennino Emiliano ( X - XII. 1944 )

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Prof.Wojciech Narębski

 

Le operazioni del II Corpo d’armata polacco nell’Appennino Emiliano ( X - XII. 1944 )

 

Dopo lo sfondamento della Linea Gotica nel settore adriatico - col significante contributo del II Corpo d’armata polacco - il compito principale delle forze alleate era di entrare al più presto possibile nella Pianura Padana, Però l’ inizio del periodo piovoso e la necessità di trasferire una parte significativa delle forze della V Armata Americana per lo sbarco in Francia  aveva molto impoverito la forza totale dell’esercito alleato. Di conseguenza l’avanzata delle truppe americane nell’Appennino Toscano verso Bologna era rallentata e le divisioni della VIII Armata Britannica erano state fermate nella fangosa valle del fiume Savio. In queste condizioni l‘uso dei mezzi corazzati era quasi impossibile.

Perciò il nuovo comandante della VIII Armata gen. Mc Creery decise di instradare il Corpo polacco in un settore montuoso dell’Appennino Romagnolo. Durante i combattimenti in questo difficile, quasi impraticabile  terreno, nelle sfavorevoli condizioni atmosferiche (pioggie, nevicate e fango), il soldato polacco ha mostrato ancora una volta la sua capacità, alto morale e la voglia di combattere “per la nostra e la vostra libertà”. Forzando successivamente la resistenza dell’ala meridionale della X Armata tedesca, ha contribuito in modo significativo alla conquista dei punti strategici lungo la Via Emilia da parte delle divisioni alleate.

Le operazioni del nostro Corpo sono state iniziate a San Piero in Bagno il 14 ottobre 1944 quando i battaglioni della 5 Brigata “Wilno”della 5 Divisione “Kresowa”, appoggiate dallo squadrone di carri armati del 4 Reggimento corazzato “Scorpione”, entrarono nella valle del fiume Bidente, conquistando successivamente Santa Sofia, M. Altaccio, Collina, Galeata, Strada San Zeno e Monte Grosso, mentre i lancieri del 15 Reggimento di Poznan conquistarono Galeata e Civitella di Romagna. Nei giorni 24-26 ottobre la 6 Brigata “Lwow” della 5 Divisione “Kresowa” occupò il gruppo montagnoso Monte Belvedere-Monte Mirabello-Monte Colombo, spingendo il nemico nella valle del fiume Rabbi. Durante queste operazioni i nostri soldati cooperavano molto spesso coi partigiani italiani. Questi successi hanno reso possibile l’entrata in azione della nostra 3 Divisione “Carpatica” che operava longo la catena montagnosa tra le valli dei fiumi Rabbi e Montone. Dopo la conquista  di Predappio e Rocca delle Caminate (27 ottobre) le nostre truppe furono dirette verso Castrocaro Terme. Questa manovra accerchiante ha contribuito alla liberazione di Forli (9 novembre) ottenuta dalle truppe britanniche. Simultaneamente le battaglioni della 3 Divisione “Carpatica”, appoggiate dal 12 Reggimento Lancieri di Podolia, hanno conquistato Monte Lecchia, Trebbio, Monte Gattone e Dovadola, mentre quelle della 5 “Kresowa” - Bagnolo e Converselle. Dopo una grave battaglia della 2 Brigata carpatica, appoggiata dai carri armati, nella zona collinare Monte Fortino - S. Mamante - Oriolo (21 - 24 novembre) i tedeschi si ritirarono nelle valli dei fiumi Marzeno e Lamone. Durante la battaglia di Faenza le battaglioni della 3 Divisione “Carpatica” , realizzando una manovra aggirante, hanno conquistato il 6 dicembre la cresta Montecchio - Monte San Rinaldo e, dieci giorni dopo, cooperando colla Brigata Maiella, Monte Besdone, arrivando cosi alla valle del fiume Senio , lungo la quale il settore orientale del fronte si era fermato per il periodo invernale.

Durante due mesi dei combattimenti in Appenninoi Emiliano il 2 Corpo d’armata polacco ha subito gravi perdite. Tra più di 400 caduti c’era il ten.col. Zbigniew Kiedacz, comandante del 15 Reggimento Lancieri di Poznan. Il grande numero dei feriti ( ca. 1500) fu dovuto anche alle difficilissime condizioni di combattimento e di tempo.  Tutti nostri caduti in Appennino sono sepolti in Cimitero di Guerra Polacco in Bologna - San Lazzaro di Savena.