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Papaveri rossi su Monte Cassino

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La notte del 17-18 maggio 1944

 

Vedi quelle rovine lassù in cima?

Là, come un ratto, si nasconde il tuo nemico! 

Dovete, dovete, dovete

Prenderlo per il collo e cacciarlo dalle nuvole.

E così andarono, coraggiosi e spericolati,

Andarono ad uccidere e a vendicarsi

E andarono, determinati come sempre

E come sempre per l’ONORE a combattere.

E andarono nel fuoco come pazzi

Tantissimi  morirono sul campo

Come la cavalleria a Samosierra

Come gli uomini a Rokitno tanti anni fa,

Attaccarono con furia e fuoco

E arrivando in cima, con orgoglio piantarono

Lo stendardo bianco e rosso, sulle rovine, lassù tra le nuvole

Vedi quella fila di croci bianche?

Delle nozze con l’onore raccontano

Più sali più ne incontrerai ancora.

Questo suolo fu vinto per la Polonia

Anche se lontano la Polonia è di qui

Purtroppo la Libertà si misura con le croci

Quando la storia e la giustizia prendono strade diverse.

Un quarto di secolo già alle spalle compagni,

la polvere degli spari non c’è più.

Il Monastero con le sue mura bianche

Di nuovo fra le nuvole è lassù.

Ma il ricordo di quelle notti spettrali

E del sangue qui sparso

Risuona ogni giorno dalle campane

Cullando nel sonno eterno quelli che a casa non tornarono più.

I papaveri rossi sul Monte Cassino

Non di rugiada ma di sangue nutriti

Il soldato li schiacciava cadendo

ma della MORTE più forte fu la RABBIA

Passeranno gli anni, i secoli passeranno

Del passato non resterà che una traccia

Ma i papaveri rossi sul Monte Cassino sempre più rossi saranno

Nel ricordo di quel sangue polacco.