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Graffiti

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GRAFFITI

 

Introduzione

Questa ricerca ha lo scopo di presentare un particolare tipo di “documenti” lasciati sul territorio dai soldati del II° Corpo Polacco. Non si tratta di epigrafi che, con ben altra finalità, documentano una storia che si svela sempre di più, come può essere la lapida posta all’interno dell’Abbazia di S.Mercuriale a Forlì dai soldati della Divisione Kresowa. Le lapidi sono destinate a vita assai più duratura, sono, da sempre, considerate testimoni del testo, veri e propri documenti.

 

 

 

Lapide posta dai soldati polacchi nella Basilica di S.Mercuriale in Forlì

 

Qui descriveremo le scritte ed i graffiti lasciati sui muri delle case a volte per motivi di servizio, a volte per segnalare luoghi di ritrovo, a volte per rabbia, da giovani di 20-30 anni, costretti a combattere duramente per la speranza di ritornare in patria.

Non si tratta di un testo con pretese storiche o scientifiche, è solo una ricerca o, meglio, l’inizio di una ricerca, che chiunque può intraprendere sul territorio in cui vive, i cui risultati possono meravigliare. E’ sicuramente importante per tutti documentare, oggi, ciò che molto probabilmente sarà impossibile conservare a lungo.

 

Tipi e finalità dei simboli

Ciò che è stato rinvenuto, grazie alle segnalazioni di amici e conoscenti, fra i quali un posto d’onore spetta al Sindaco di S.Sofia, Flavio Foietta, consiste in tre gruppi di scritte, incise o verniciate sui muri delle case nei luoghi in cui transitarono o si fermarono i soldati polacchi. Sono: indicazioni di servizio, graffiti o disegni sui muri interni di alcuni locali, scritte verniciate all’esterno delle case per indicare la disinfestazione, eseguita dalle truppe alleate.

Era necessario per il normale andamento della vita civile, dopo il passaggio del fronte, che le truppe alleate costituissero uffici presso i quali si recava la popolazione del posto per le più varie esigenze. Di questi uffici una parte era dedicata agli stessi soldati alleati, ed erano quindi chiusi al pubblico. Era necessario segnalarne l’ubicazione e la destinazione e questo abbiamo trovato nell’edificio posto in P.zza Nefetti a S.Sofia, che ospita oggi la sede della Banca di Credito Cooperativo, all’ultimo piano, attualmente ancora in disuso. Le scritte, parte in polacco e parte in inglese, di più facile comprensione per la popolazione, segnalano il divieto di accesso ai civili e la destinazione  di ogni stanza. Un particolare: poiché parte delle pareti delle stanze aveva decorazioni floreali, le scritte, quasi per scrupolo, sono poste principalmente sulle porte e sugli stipiti in legno, più facili da ripristinare.

 

                                             Aula delle lezioni

 

   

                               Divieto d’ingresso per i civili

 

                                    La caricatura di Stalin

 

 

                              

                                 Attenzione Cani pericolosi

 

 

I soldati a volte si fermarono per diverso tempo nelle varie località, dopo il termine delle operazioni belliche. Erano, come già detto uomini e, nel caso dei polacchi anche donne, di 20-30 anni, che come tutti i giovani, nonostante le gravissime difficoltà del momento, esprimevano una grande gioia di vivere. Dove si poteva, bastava una stanza e si allestiva un piccolo circolo, una improvvisata sala da ballo. E’ il caso del granaio della Villa Bianchini-Mortani a S.Sofia. Grazie alla cortesia del proprietario abbiamo potuto visitare e documentare le scritte rimaste nei locali, destinati originariamente a granai, oggi in disuso, dove i polacchi avevano allestito una sala da ballo. Il proprietario narrava che alle feste i soldati invitavano solo signore e signorine, mai gli uomini del posto. Sembrerà scortese ma ci pare comprensibile, in fondo è ciò che facevano noi ragazzi a venti anni e, in più, si evitavano scontri e litigi con i locali, per la verità non infrequenti.

Di queste scritte alcune sono particolarmente simpatiche, un disegno con un pentagramma ed alcune note, la scritta bilingue che indica il buffet, particolarmente importante: i soldati alleati avevano viveri, sigarette e cioccolata che spesso mancavano alla popolazione locale.

    

        Attenzione! Se ti disturba il divertimento tu non disturbare…

 

    

                                 Sobri avanti, ubriachi indietro.

 

   

Lajkonik, un personaggio delle leggende di Cracovia. Vicino: le note di una canzone del tempo

 

 

                                      Il posto per i tranquilli

 

Un altro tipo di scritte lo abbiamo documentato nella torre della Rocca delle Caminate, presa dai polacchi dopo scontri anche molto duri con i tedeschi. Sono simboli che hanno poco di festoso, esprimono  la rabbia per ciò che ha subito l’intera nazione polacca durante l’occupazione nazista e, in particolare durante la rivolta di Varsavia, avvenuta e tragicamente conclusa pochi giorni prima del passaggio del fronte in questi luoghi.

 Sono numerosi i simboli dell’Armja Krajowa, l’esercito clandestino polacco, protagonista della rivolta, al quale fu riconosciuto l’onore delle armi dalle forze tedesche, unico caso tra i movimenti clandestini in Europa.

Sono l’espressione, meno corretta, a volte anche volgare, ma spontanea e vitale, di ciò che scrisse il comandante polacco sul registro comunale della vicina Predappio, rispondendo indirettamente ad una affermazione di Mussolini nel 1939: “La Polonia non è liquidata”.

L’ultimo tipo di testimonianza l’abbiamo trovato sulle pareti esterne di alcune case. Si tratta dell’indicazione dell’avvenuta disinfestazione di quegli edifici, eseguita con il DDT, dalle truppe alleate. I parassiti infestavano infatti molti edifici, le condizioni igieniche si erano molto deteriorate nel corso delle operazioni belliche,  per la mancanza di acqua, per l’impossibilità di uscire dalle case ad acquistare il necessario, per la povertà che seguiva la guerra. Fu un programma che coinvolse tutta l’Italia occupata e si segnalava con scritte a vernice di vari colori con indicata la data di avvenuta disinfestazione. Quelle rinvenute hanno vernice verde, sono state apposte nel mese di giugno 1945 ed hanno la particolarità che, sopra la scritta, fu tracciato con uno stampino il simbolo del bisonte della Divisione Kresowa, traccia inequivocabile del passaggio dei soldati polacchi.

 

                     Cusercoli (FC) Via Andrea Costa n.25

 

Conclusione

Come accennato, la ricerca eseguita non esaurisce la possibilità che esistano molte altre tracce ancora non rinvenute. Si tratta di tracce povere, a volte molto sbiadite, che possono essere ancora scoperte da chiunque abbia un minimo di buona volontà.

 Tenteremo, anche se consapevoli delle  difficoltà, di promuovere la conservazione di alcuni dei segni che abbiamo trovato, almeno di quelli più significativi, in ogni paese o località, per tracciare idealmente il percorso dei soldati del II° Corpo Polacco in Italia. La loro storia, è scritta anche lì, sulle case italiane.